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In un finale al cardiopalma Asdap Palermo sconfigge ai rigori la mai indomita squadra forense di Torre Annunziata e vince la 48° edizione del Campionato Nazionale Forense di calcio.
Torneremo più avanti a commentare gli highlights di questa straordinaria partita perché vorremmo, giunti al quarto anno consecutivo di organizzazione del prestigioso torneo calcistico forense raccontare agli amici che ci seguono come è iniziata questa fase finale che si è tenuta nella bellissima cornice di Messina/Taromina nel cuore della Sicilia. Nella giornata di mercoledi 29 maggio, infatti, abbiamo proceduto al sorteggio ospiti del Circolo Canottieri Thalatta in uno scenario suggestivo con alle spalle la bellissima città di Messina e di fronte la punta calabrese dell’Italia. Un grazie particolare al dott. Francesco Benedetto,  ex arbitro di livello internazionale che ha fatto gli onori di casa ed al presidente dell’ordine degli avvocati di Messina avv. Vincenzo Ciraolo che ci ha accolti con grande calore.

L’urna nella quale pescava la bellissima compagna dell’amico avv. Pietro Ruggeri, anima e cuore della squadra degli avvocati di Messina e organizzatore con noi della fase finale, sanciva i seguenti accoppiamenti: Torre Annunziata - Messina; Catania - Bari; Palermo  - Cosenza e Lecce – Bologna. Tivoli e l’altra squadra di Catania (Catania Forum),  attendevano di conoscere le avversarie per la coppa Italia forense e per il trofeo messo in palio dall’Ordine degli avvocati ospitante.
Le squadre si affrontavano in parte nello scenografico campo di Taormina dedicato a Valerio Bacicalupo ed in parte nel nuovissimo impianto di Messina “Marullo” di Bisconte.

I primi verdetti erano i seguenti: qualificate per le semifinali Torre Annunziata – Bari e Lecce – AsdapPalermo. Si incontravano poi per la Coppa Italia forense Catania – Messina e Bologna – Cosenza. Tivoli, invece sconfiggeva Catania Forum per il turno preliminare di Coppa Italia.

Le semifinali sancivano il loro verdetto: Torre Annunziata sconfiggeva Bari 4 a 1 dopo essere passata in svantaggio per 1 a 0 e dopo che l’esperta squadra degli avvocati baresi sbagliava addirittura due rigori di cui uno parato dall’avv.  Donnarumma, che portiere non è, ma è cugino del mitico Gigio, portiere del Milan e della nazionale. Asdap Palermo sconfiggeva invece Lecce per 3 a 1.

Si giungeva, così alle finali, il giorno della festa della Repubblica. Si affrontavano dunque a Messina, Torre Annunziata e Asdap Palermo per il 1° e 2° posto ed il derby Lecce – Bari sanciva la 3° e 4°posizione. La finale di Coppa Italia vedeva invece contrapposte Cosenza e Tivoli dopo che Catania aveva ottenuto il terzo posto della Coppa Italia e Catania Forum aveva invece superato per 2 a 0 gli indomiti “Avvocati nel Pallone” bolognesi i quali, giunti a Taormina notevolmente rimaneggiati erano addirittura contati nell’ultima partita ma onoravano il torneo schierando addirittura il “vecchio” bomber Tiziano Bonazzi che dimostrava a tutti di essere ancora straordinariamente in palla.  

Come accennato a Messina, nella finale per il 3° e 4° posto dopo una partenza a razzo dei forti avvocati leccesi che andavano in vantaggio nel 1° tempo; alla fine dello stesso pareggiavano i campioni baresi. Nella ripresa andavano in vantaggio i “Galletti” resistendo al ritorno di Lecce. Lecce e Bari è sempre una sfida ad alto livello agonistico apprezzata da tutti anche dall’avv. Alessandro Laricchia sportivo dal palato buono essendo anche Presidente del Monopoli calcio che aveva riconosciuto, prima dell’inizio della fase finale ai cugini leccesi la qualifica di favoriti del torneo.

Siamo ora alla finale per il 1° e 2° posto, la quale, come detto all’inizio, è uno di quegli eventi che sconsigliamo ai deboli di cuore. Di fronte, la sorpresa Torre Annunziata guidata dal nuovo allenatore Noviello trainer di grande esperienza che aveva inaspettatamente eliminato Bari e Asdap Palermo guidata dal avv. Piero Alosi che aveva invece eliminato Lecce.

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Questa finale rimarrà per sempre nella mente e nel cuore di noi organizzatori per una serie di circostanze, insieme, umane e sportivo – agonistiche.

Anzitutto vorremmo rammentare il gesto di grande signorilità dello storico presidente/allenatore di Palermo l’avv. Piero Alosi segretario dell’ordine del capoluogo siciliano il quale concedeva alla squadra di Torre Annunziata di giocare con due atleti “fuori quota” accettando la richiesta dei colleghi Pasquale Damiano e Rino Santoro di utilizzare un portiere venuto appositamente per sostituire il portiere titolare che era stato espulso forse ingiustamente durante la semifinale. In secondo luogo, non potremo mai dimenticare il bellissimo gesto di fair play dell’avv. Salvatore Marandano (premiato poi dall’avv. Luigi Ferlito, storico Presidente della As Catania per circa un ventennio)  il quale, sul 2 a 1 mentre stava per tirare solo davanti al portiere, invece di realizzare il probabile 3 a 1 passava la palla al portiere in quanto il difensore che avrebbe potuto fermarlo era stato bloccato nella rincorsa da un dolore improvviso causato da uno stiramento.  Il lunghissimo applauso del pubblico testimoniava  l’apprezzamento dei presenti a questo gesto di grande fair play. Vero è che la partita riservava ulteriori straordinarie sorprese.

Dopo che infatti Palermo si portava sul 3 a 1 , i leoni sorrentini riuscivano incredibilmente a pareggiare segnando due goals in pochi minuiti e chiudendo la sfida sul 3 a 3 costringendo un incredulo Alosi alla lotteria dei rigori.  La sequenza dei penalities era tabù per i deboli di cuore ed infatti si giungeva sul 3 a 3 con un errore per Torre Annunziata e due per Palermo quando toccava proprio al portiere neo fuori quota legittimato da Piero Alosi tirare il match point che avrebbe dato la vittoria a Torre Annunziata. Il portiere, dopo una prestazione superlativa, sbagliava clamorosamente il rigore dando la possibilità ai colleghi palermitani di vincere per 4-3 ai rigori. Il visibilio di Alosi era palpabile e la manifestazione si chiudeva con un abbraccio corale tra i partecipanti dopo che l’avvocato Mastrangelo, insieme al presidente dell’Ordine degli avvocati di Messina aveva premiato i vincitori. Il torneo ha anche riservato i premi, rispettivamente a capocannoniere a Rocco Anatriello di Torre Annunziata e miglior giocatore del torneo a Pasquale Iadaresta di Palermo.

Bellissima la finale della Coppa Italia forense: andava infatti in vantaggio quasi subito Tivoli i “Lupi della Sila” pareggiavano a fine primo tempo. Quando sembrava che tutto fosse finito e si attendeva il fischio finale che avrebbe sancito i rigori, con un guizzo il Cosenza riportava in vantaggio i calabresi che resistevano agli attacchi forsennati degli straordinari avvocati di Tivoli che non ci stavano a perdere ed infatti andavano vicinissimi al pareggio. 2 a 1 il risultato finale e toccava al prof. Luigi Melica premiare i colleghi cosentini che inneggiavano il loro allenatore urlando il proverbiale “salta la panchina!”. Bellissime le foto finali che ritraevano i finalisti tutti insieme in un abbraccio finale.  

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Un arrivederci al prossimo anno quando molto probabilmente si tornerà a giocare la fase finale nella meravigliosa costa romagnola già sede storica di questo torneo nel recente passato.

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Grazie a tutti ed in particolare non finiremo mai di essere grati al Presidente della FIGC di Bari e Presidente del settore giovanile e scolastico della FIGC Vito Tisci che alcuni anni fa ci ha dato fiducia anni permettendoci di organizzare questo meraviglioso torneo che noi cerchiamo di onorare di anno in anno, migliorandoci ed evitando di ripetere gli errori dell’anno precedente, rafforzando lo spirito e la colleganza tra gli avvocati italiani.



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